Piano di riequilibrio: i deputati PD Culotta e Ribaudo incontrano Lo Meo

I deputati nazionali del PD, Magda Culotta  e Franco Ribaudo, hanno incontrato questa mattina a Palazzo Butera il sindaco Vincenzo Lo Meo a seguito dell’approvazione del decreto mille proroghe e relativo emendamento a firma dei due deputati che consente al comune di Bagheria di ripresentare entro marzo un nuovo piano di riequilibrio. I deputati erano accompagnati dal segretario del PD cittadino, Orazio Amenta, e dal capogruppo del PD in consiglio comunale, Daniele Vella. Nel corso dell’incontro i deputati hanno ribadito al sindaco l’importanza che assume la possibilità di ripresentare un nuovo piano di riequilibrio, per evitare alla città gli effetti del dissesto finanziario. I deputati auspicano, e con loro il segretario cittadino Amenta, che questa volta il piano di riequilibrio sia concertato con le parti politiche e sociali.

Intervista al deputato del  PD Madga Culotta (sindaco del Comune di Pollina) sull’incontro con il sindaco Lo Meo:

D. Quale è stato il contenuto dell’incontro avuto con il sindaco, Vincenzo Lo Meo?

R. “Il contenuto dell’incontro con il sindaco Vincenzo Lo Meo si è rifatto agli effetti che l’emendamento approvato apporta per il comune di Bagheria. E’ stato un incontro propositivo e ci auguriamo si possa lavorare in tempi rapidi per mettere a punto il piano  di riequilibrio di questa comunità e far passare il messaggio principale, ovvero che il tutto è stato fatto per la città di Bagheria e per i tanti comuni siciliani che ne hanno bisogno. Per i cittadini è sempre meglio avere una seconda possibilità e quindi un piano di riequilibrio perché viene fatto per sanare i conti del comune e vale la pena lavorare per questo. Amministrare un comune significa servire la propria comunità: ogni giorno occorre spendere le proprie energie per trovare delle soluzioni valide per risolvere i problemi della gente che sono sempre più crescenti, visto anche il grave momento di crisi economica che si sta attraversando. Amministrare con la crisi economica e con gli effetti della spending review non è facile: bisogna sempre fare i conti con i continui tagli da parte della Regione e dello Stato, bisogna amministrare con quello che si ha, tendendo fisso l’obiettivo su quello che si vuole dare al cittadino, cercando di fare il possibile per rispondere alle esigenze della città e soprattutto dei più deboli come i disabili e i lavoratori che hanno perso e non hanno più trovato un lavoro. In parlamento abbiamo lavorato per accrescere le proprie possibilità economiche del proprio comune, perché si è lavorato per non aumentare la tassazione attraverso emendamenti della commissione finanze anche riguardo la TARES: ai comuni che hanno disponibilità in bilancio è stata data la possibilità di mantenere la tassazione ai livelli TARSU 2012”.  

Intervista al deputato del PD Franco Ribaudo (ex sindaco di Marineo) sull’incontro avuto con il sindaco Vincenzo Lo Meo

D. Se un comune arriva al dissesto è colpa della spending review o di chi amministra?

 

R. “E’ una risultanza di una politica fatta nel tempo sicuramente fatta di errori, ma spesso dovuta anche alle società collegate che gestiscono i servizi come avvenuto a Roma e Milano e anche Bagheria subisce certamente gli effetti di scelte sbagliate fatte in passato. Quando arriva la spending review la gestione amministrativa di un comune si fa certamente difficile, bisogna contrarre la spesa e trovare nuove risorse; certamente una buona amministrazione deve essere capace di agire in autonomia anche se è giusto sottolineare che spesso i comuni vivono di finanza derivata: ciò che si spende deriva in buona parte dai fondi dello Stato e quando lo Stato riduce i trasferimenti i comuni sono chiamati a gestire i servizi con le proprie risorse. E’ un processo che rientra negli effetti del cosiddetto federalismo fiscale che non è ancora stato attuato ma di fatto accelerato a causa della crisi economica. L’emendamento di cui parliamo dà l’opportunità ai comuni di riproporre un piano di riequilibrio che meglio vorrei definire un patto con i cittadini: cambiamo verso, cambiamo politica, si faccia un piano che consenta di rientrare dai debiti nell’arco dei dieci anni, ma si deve dare anche un segnale politico di inversione specialmente nella gestione della città. Occorre che siano coinvolti i partiti ma soprattutto i cittadini, i movimenti politici, guai a imporre un piano che potrebbe essere letto come il piano della casta per salvarsi; in realtà abbiamo voluto questo emendamento per evitare i commissariamenti dei comuni. Commissariare un comune significa infatti bloccare ogni possibilità di sviluppo, impedire la programmazione politica e la progettazione di un territorio”.

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