Inaugurazione del Museo del Giocattolo all’antica Certosa

La Bagheria delle grandi occasioni è andata in scena oggi con la riapertura della Certosa di Villa Butera. Fatta costruire da Ercole Michele Branciforti, principe di Butera, nel 1797, in fondo al viale centrale della villa Butera, accanto ad una fitta pineta, la Certosa di Bagheria, un piccolo, caratteristico convento di monaci trappisti. E’ un padiglione neoclassico con portico a quattro colonne di stile dorico che poggiano su un basamento a scalini, è uno dei siti più raffinati del patrimonio artistico e culturale della Sicilia, solo con un intervento di restauro conclusosi recentemente, si è impedito che andasse definitivamente perduto.Oggi ospita il museo del giocattolo e delle cere di Pietro Piraino Papoff.Oltre mille e cinquecento sculture di cera e giocattoli, realizzati dal ceroplasta, uno degli ultimi rimasti, il professor Piraino, un patrimonio che sarà disposizione, nella Certosa, per appassionati del genere, studenti e turisti.Il principe Branciforti, nella sua Certosa, volle ritrarre con statue in cera alcuni celebri personaggi, quasi tutti suoi contemporanei, vestiti col saio monacale di colore bianco. Lungo le pareti si ammiravano quadri ed incisioni di inestimabile valore e di antichissima fattura che un certosino lavoro di riqualificazione ha riportato alla luce dopo che lo storico edificio, negli anni, era stato usato addirittura come stalla per bovini.Oggi centinaia di Bagheresi, inclusa tutta l’amministrazione comunale uscente ed gli ex rappresentanti del Consiglio comunale erano presenti all’inaugurazione, felice di vedere un gioiello come la Certosa tornare alla fruizione della Città. Il maestro Piraino accompagnava gli intervenuti in ogni stanza e fermandosi davanti ad ogni teca spiegava la storia dei singoli giocattoli ad un pubblico attento e curioso. Ogni giocattolo ha una sua storia, non solo per come ne è venuto in possesso il professore ma anche per la storia in sé dell’oggetto; come quella della pistola di costruita a Mauthausen da un babbo per far giocare il proprio figlio donatagli da un clochard-violinista francese mentre Piraino studiava in Francia restauro. Il giocattolo più antico presente al museo è una piccola bacheca con utensili da cucina del II secolo a.C. trovata nella tomba di una bambina a Casteldaccia, e così via durante i secoli, bambole, automi, vestitini, automobiline di diversi materiali, di tanti colori, di diversa origine e provenienza rendono il museo di Pietro Piraino Papoff un gioiello siciliano che non si può non visitare se si viene in Sicilia per fruire anche dalla magnifica location nella quale è inserito.L’intervento di restauro che ha interessato la Certosa di palazzo Butera, edificio costruito a chiusura del grande parco del Palazzo, finanziato nell’ambito del POR FESR SICILIA 2007-2013 obiettivo operativo: 6.1.1 che aveva il fine di realizzare strutture ed interventi a scala urbana per l’insediamento e lo sviluppo di attività e servizi , anche a supporto del sistema imprenditoriale.La Certosa, originariamente ideata per raccogliere un bizzarro museo con figure in cera di monaci, presentava affreschi ed incisioni di inestimabile valore storico-artistico.Il recupero del manufatto nasce, da un lato, dall’esigenza di restituire alla città un monumento radicato nella memoria collettiva e importante per la comprensione della sua evoluzione storica, dall’altro si propone di valorizzare, attraverso la rivisitazione della sua antica e singolare destinazione quale luogo di diletto e museo delle cere, antiche attività che si vanno perdendo.I lavori hanno interessato interventi di restauro e valorizzazione sia degli spazi interni che esterni in una zona che non offre punti di aggregazione. Dunque anche una valorizzazione dell’intero quartiere.

nota ufficio stampa comune bagheria

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