Referendum Costituzionale: a Bagheria un comitato per il NO

paginaCostituito a Bagheria un comitato per il NO al referendum costituzionale.

La nota dei promotori

Cambiando l’ordinamento della Repubblica (48 articoli sugli 84 della seconda parte) si mettono in  discussione i diritti dei cittadini che lo Stato dovrebbe garantire.

Il Senato non viene abolito ma ridotto ad assemblea non eletta dai cittadini, si sottraggono poteri alle Regioni, il governo, non più il Parlamento, diventa il centro del potere legislativo. Per di più la legge elettorale “Italicum” (in vigore dal 1 luglio 2016) permette, attraverso il premio elettorale, ad una minoranza del paese di diventare maggioranza e governo.

Il Presidente del consiglio avrà il dominio incontrastato sui deputati in pratica da lui stesso nominati. Gli organi di garanzia (Presidente della Repubblica, Corte Costituzionale, Consiglio Superiore della Magistratura) ne usciranno ridimensionati, o peggio subalterni.

E’ per impedire che la Repubblica democratica sia completamente stravolta, da un Parlamento eletto con una legge giudicata incostituzionale dalla Corte, che anche a Bagheria è nato il Comitato per il NO al referendum costituzionale ed istituzionale.

In contrapposizione con quanto affermato da chi sostiene questa “deforma” costituzionale, di seguito riportiamo le 10 ragioni che ci hanno convinto  a votare NO alla legge Renzi-Boschi:

Supera il bicameralismo?

NO, lo rende più confuso e crea conflitti di competenza tra Stato e regioni, tra Camera e nuovo Senato

Diminuisce i costi della politica?

NO, i costi del Senato sono ridotti solo di un quinto e se il problema sono i costi perché non dimezzare i deputati della Camera?

Amplia la partecipazione diretta da parte dei cittadini?

NO, triplica da 50.000 a 150.000 le firme per i disegni di legge di iniziativa popolare

È una riforma legittima?

NO, perché è stata prodotta da un parlamento eletto con una legge elettorale (Porcellum) dichiarata incostituzionale

Garantisce la sovranità popolare?

NO, perché insieme alla nuova legge elettorale (Italicum) già approvata espropria la sovranità al popolo e la consegna a una minoranza parlamentare che solo grazie al premio di maggioranza si impossessa di tutti i poteri

Produce semplificazione?

NO, moltiplica fino a dieci i procedimenti legislativi e incrementa la confusione

È una riforma innovativa?

NO, conserva e rafforza il potere centrale a danno delle autonomie, private di mezzi finanziari.

È una riforma chiara e comprensibile?

NO, è scritta in modo da non essere compresa

È il frutto della volontà autonoma del parlamento?

NO, perché è stata scritta sotto dettatura del governo

Garantisce l’equilibrio tra i poteri costituzionali?

NO, perché mette gli organi di garanzia (Presidente della Repubblica e Corte Costituzionale) in mano alla falsa maggioranza prodotta dal premio

In linea con quanto stabilito dai comitati nazionali, nei prossimi giorni saranno organizzati sul nostro territorio i primi banchetti per la raccolta delle firme sui tre quesiti referendari (due sulla legge elettorale – Italicum – e uno sulla Costituzione) che sono condizione necessaria per arrivare ai referendum.

Da ora la raccolta delle firme necessarie è il primo e più importante obiettivo dell’iniziativa del  Comitato che nelle prossime settimane chiamano tutti i comitati locali, le associazioni a mobilitarsi al massimo per questa iniziativa.

In poco più di due mesi occorre raccogliere almeno 500.000 firme valide per ciascun quesito referendario.

Per questo il Comitato fa appello non solo a quanti finora si sono impegnati per questo obiettivo ma a tutte le organizzazioni politiche e sociali, alle associazioni culturali e di qualunque tipo affinché si impegnino fortemente nella raccolta delle firme, condizione indispensabile per far valere, nella campagna elettorale vera e propria che ci sarà in seguito, le ragioni di merito che portano ad un secco NO alle modifiche della Costituzione e a proporre l’abrogazione di due aspetti fondamentali della legge elettorale che la qualificano come ipermaggioritaria, facendola assomigliare al porcellum già sanzionato dalla Corte costituzionale.

Il Comitato chiede agli organi di stampa e di informazione aperti alle ragioni referendarie di aiutare in ogni modo la corretta diffusione delle notizie e in particolare dare risalto alle attività svolta sul territorio a partire dal banchetto per la raccolta delle firme organizzato per giorno 7 maggio 2016, dalle ore 16.00 su Corso Umberto I.

Per aderire al comitato #iovotoNOBagheria è possibile contattarci tramite la mail iovotonobagheria@gmail.com, al numero 3921096833 o attraverso la pagina facebook ufficiale (clicca qui)

Questi i nomi dei primi aderenti:

Manlio Schiavo – Docente

Antonio Scrima – operatore ecologico

Angelo Tornatore – impiegato

Dario Ingrassia – Ingegnere ambientale

Dora Graziano – Dottoressa in comunicazione

Desirè Pulce – Casalinga

Marco Morana – Tecnico video

Mario Presti – Impiegato

Massimo Cirano – Imprenditore

Maddalena Vella – Impiegata

Michele Manna – Giornalista

Federica Sciortino – Casalinga

Serafino La Corte – Assistente parlamentare

Leonardo Puleo – Informatore scentifico

Paolo Zarcone – Artista

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