Albo Pretorio: il Movimento della trasparenza approva il suo regolamento, ma…

 

 di Gino Di Stefano

In fretta e furia il Sindaco Patrizio Cinque ha approvato il regolamento per il funzionamento dell’Albo pretorio on-line con delibera di giunta n.78 del 16 Giugno 2016.

Abbiamo già avuto occasione di occuparci dell’argomento allorché il Sindaco, preoccupato del fatto che tutta l’attività del “Suo comune” resti in memoria sul sito, lo aveva oscurato camuffando l’operazione con un riordino del sito alla luce della  nuova normativa sulla Trasparenza.

Ma, ahimé, il Sindaco il regolamento non l’ha neppure letto perché se lo avesse fatto si sarebbe accorto che il “Suo regolamento” non fa alcun cenno al nuovo Dlgs 97/2016 sul riordino del diritto di accesso civico e obblighi di pubblicità trasparenza e diffusione di informazioni e che forse questo regolamento avrebbe dovuto già averlo approvato appena si è insediato, lui che della trasparenza ha fatto un cavallo di battaglia (si! la trasparenza degli altri).

Così, facendo credere addirittura di avere anticipato la legge che entrerà in vigore il prossimo 23 Giugno, il Sindaco si approva il documento in solitudine.

Ma attenzione!

Quale è l’organo competente ad approvare i regolamenti?

L’art.32 della legge n.142/1990, recepita in Sicilia con legge regionale n. 48/1991, statuisce la competenza del Consiglio Comunale in materia di approvazione dei regolamenti ad eccezione del regolamento Uffici e Servizi.

E non ci venga a dire, caro Sindaco, che questo regolamento attiene al funzionamento dei servizi. Già, perché decidere di pubblicare per tempi più lunghi e in versione integrale le determinazioni dei dirigenti apicali, nel dovuto rispetto dei dati personali e con opportuni accorgimenti tecnici che impediscono l’inserimento sui motori di ricerca dove rischiano di rimanere per sempre, è un compito e una decisione del Consiglio Comunale che, ancora una volta, è stato privato da questa amministrazione delle sue prerogative.

Il regolamento sulla “trasparenza “approvato con la deliberazione n. 78/2016 .mantiene pubblicate integralmente per soli 15 giorni le determinazioni delle figure dirigenziali, atti da cui si evince tutta l’attività dell’Ente.

Delle determinazioni apicali resterà, dal 16° giorno in poi, solo l’oggetto e gli estremi della pubblicazione; per leggerne il contenuto “chiunque” dovrà farne richiesta e aspettare 30 giorni, col rischio (anzi con la certezza) di creare ad arte una serie di tortuosità da far stancare il “povero chiunque” se il documento è “troppo caldo”, invalidando così l’efficacia dell’immediatezza dell’informazione.

L’intendimento del Legislatore che, con il cosiddetto decreto FOIA (Freedom of Information Acts) (dlgs.n. 97/2016) vuole coinvolgere il cittadino “chiunque” che avrebbe dovuto essere meglio tutelato dal Consiglio comunale, è stato, invece, travisato dall’Amministrazione Cinque che da garante si trasforma in manipolatore della trasparenza.

 

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