Gino Di Stefano: “Il sindaco e la strategia dei ripensamenti sulla gestione rifiuti”

di Gino Di Stefano, già candidato sindaco

 

“E’ di qualche giorno fa la notizia che il Sindaco Patrizio Cinque ha affidato un incarico di assistenza e consulenza specialistica per il supporto alla redazione degli atti propedeutici alla creazione di una Società in House con socio unico, il Comune di Bagheria, della durata di tre mesi al Prof. S. Tomaselli per un compenso omnicomprensivo di € 5.000,00.

Sembrerebbe l’ennesima iniziativa del nostro primo cittadino indirizzata a dare una svolta definitiva al problema dei servizi ambientali. Tra questi il più annoso riguarda la raccolta rifiuti a Bagheria. Ma così non è. Per capire di che si tratta facciamo un passo indietro e ripercorriamo la politica di questa amministrazione pentastellata in tema di rifiuti.

Nel Luglio 2014, al suo insediamento il Sindaco Cinque aveva già ricevuto in eredità dalla giunta Lo Meo un piano ARO, già approvato dal competente assessorato regionale, già messo a gara europea per appaltare il servizio ad una ditta esterna.

Il piano ARO prevedeva l’utilizzo di un centinaio di operai da pescare nel bacino del personale Coinres in carico alla unità locale di Bagheria ivi compreso il ricollocamento dei lavoratori ex temporary licenziati. Il costo complessivo del servizio era di circa 5.600.000 €/anno (+IVA) per cinque anni, vale a dire circa 470.000 €/mese (+ IVA) per cinque anni. La gara pluriennale tuttavia non poté essere espletata dall’amministrazione Lo Meo in quanto non esisteva un bilancio approvato, cosa che gli Uffici finanziari opposero, posto che l’ultimo bilancio approvato risaliva al 2012 (ricordiamo che il Commissario prefettizio, nel Maggio 2014 poco prima delle elezione del Sindaco, aveva dichiarato il dissesto finanziario)

Il Sindaco Cinque appena insediato, per mero spirito di “rottura col passato” non prende nella benché minima considerazione le “poche cose buone” che poteva ereditare dalla precedente amministrazione, elude così il piano ARO/Lo Meo (che molti guai avrebbero potuto evitare a lui e alla città nella gestione del delicato problema della raccolta rifiuti) e decide in totale autonomia di seguire una sua linea personale, mettendo in campo alcune pensate originali.

In primis il sindaco Cinque varava la cosiddetta ”Rivoluzione di Agosto”, con la quale imponeva l’esclusivo utilizzo del personale Coinres per la raccolta dei rifiuti differenziata e indifferenziata. Tentava anche, senza però riuscirvi, di coinvolgere il personale comunale nel servizio di raccolta. Come tutti sanno l’esperienza della differenziata è malamente fallita nel giro di poche settimane per carenza di mezzi, sempre guasti, e di autisti, riducendo la città in un discarica a cielo aperto esposta a grave rischio igienico sanitario. In seconda battuta, trovatosi davanti al fallimento dell’iniziativa estiva e posto di fronte alla grave emergenza creata, il Sindaco non si dava per vinto e così si faceva venire il colpo di genio di dare vita a una partecipata, la GeCo SpA, che agisse sotto il totale controllo dell’amministrazione,in assoluta controtendenza rispetto sia alla legislazione vigente che alla giurisprudenza ma soprattutto agli indirizzi della Corte dei Conti che invece mirano alla progressiva dismissione delle Società Partecipate poiché fonti di gravose esposizioni debitorie e quindi di danno per gli Enti che le costituiscono” (vedi delibera di giunta n.89 del 30.12.2014). L’idea non era malvagia ma, a dir poco, maligna perché mirava a raggiungere una doppia finalità: da un lato liberarsi del Coinres, dall’altro procedere con l’assunzione di nuovo personale da reclutare tra amici, parenti e conoscenti. L’iniziativa della GeCo aveva però due gravi handicap che il Sindaco ignorava del tutto, se qualcuno non glieli avesse fatti notare: 1) il personale Coinres era posto sotto tutele sindacali per cui si correva il rischio di pagare il servizio di raccolta rifiuti due volte: alla GeCo, che avrebbe svolto il servizio, e al Coinres anche se lasciato inoperoso; 2) l’assunzione del personale nella GeCo è vincolato a bando pubblico e questo non garantiva le libere assunzioni che animavano i pensieri del Sindaco. E così anche l’idea della GeCo veniva fatta fallire miseramente. Ma non quella di liberarsi del Coinres. Così che, con un colpo di testa e senza preavviso, alla fine di Marzo 2014 il Sindaco annunciava la sua intenzione di abbandonare il Coinres, decisione che il Consiglio approvava con delibera n. 21 del 2 Aprile 2015. Questo lampo di genio ha determinato poi, come tutti sanno, la diffida al Sindaco della Regione che sanciva l’illegittimità della fuoriuscita dal Coinres e gli intimava la presa in carico del personale deliberatamente lasciato a casa. E’ recente la sentenza del TAR che ha confermato l’illegittimità dell’operato del Sindaco e la condanna a pagare somma di € 1.600.000 al Coinres sebbene inoperoso. Stanco di pagare noli caldo/freddi, con la stessa delibera del 2 Aprile 2015 si fa autorizzare dal Consiglio l’intervento in urgenza per ripulire la città ridotta in condizioni estreme per il perdurare della situazione di emergenza. Il Sindaco affida il servizio con ordinanza contingibile e urgente ai sensi dell’art.191 del Dlgs 152/2006 per mesi sei (6) per la modica cifra di € 3.000.000 (+IVA), vale a dire 500.000 €/mese (+IVA), alla ditta Tech Srl e prende tempo. Per sei mesi tutto sembra essere andato bene: la spazzatura è stata ritirata e la città sembra più pulita. Il Sindaco Cinque nel frattempo gongola e rilascia interviste a destra e a manca vantandosi di avere risparmiato nel 2015 € 1.000.000 nella raccolta dei rifiuti. Ma ai primi di Ottobre 2015 il contratto con la Tech è in scadenza. Siamo punto e a capo. Adesso chi raccoglie la spazzatura? Cosa ha fatto il Sindaco in sei mesi per dare soluzione definitiva al problema della raccolta dei rifiuti? Assolutamente nulla! Ha vissuto di rendita e di proclami. Forse pensava a un rinnovo di contratto alla Tech, ma la vicenda della Commissione Antimafia di Ottobre ha messo un freno alla sua velleità. Un altro affido milionario è da scongiurare, visti i guai che gli ha procurato il primo. I tempi per avviare la grande gara (ARO) non ci sono e non ci sono neanche i soldi. E’ di nuovo emergenza! Il Sindaco è stretto alle corde, bisogna farsi venire una nuova “genialata”. E la genialata arriva: facendo un primo passo indietro sul Coinres, ordina di riprendersi la gestione del ciclo dei rifiuti in forma diretta temporanea ed emergenziale, attraverso il trasferimento del personale Coinres necessario, tramite l’istituto del comando. Internalizza così un servizio prendendo a comando personale che va ad aumentare la spesa di un ente che si trova in stato di dissesto finanziario dichiarato.

Come se non bastasse, facendo un secondo passo indietro, riprende a pagare noli milionari di autocompattatori, carburanti, cassonetti e altro, facendo predisporre affidamenti in somma urgenza e quant’altro necessario per l’espletamento del servizio (appena sei mesi prima aveva spergiurato: mai più noli!)

Ma la strategia dei ripensamenti del nostro Sindaco non si esaurisce qui. Sebbene fosse già in possesso di un piano ARO approvato dalla Regione e già messo in gara, a Marzo 2016 l’Amministrazione ha predisposto un nuovo piano di ARO  con esborso di altri costi, evitabili, che si vanno ad aggiungere a quelli maturati in due anni di ritardi e di ormai provata incapacità di gestire il problema della raccolta dei rifiuti (altro che riduzione della TARI!). Il Sindaco ha pagato a un professionista, l’Ing. G. Di Martino, la somma di € 10.150,40 per conferirgli l’incarico di predisporre un nuovo piano ARO, per rifare cioè una cosa che era già fatta e, si ribadisce, approvata. E non è finita qui. Siamo ai nostri giorni. Ancora perseguendo la logica del gambero ha ritrattato anche sulla questione della partecipata. Con determina n. 26 del 21 Giugno 2016, il Sindaco Cinque ha affidato l’incarico trimestrale di € 5.000 al Prof. S Tomaselli per la predisposizione (sempre in controtendenza) di tutti gli atti propedeutici, (studio di fattibilità, business plan, statuto, regolamento  per il controllo analogo, relazione di accompagnamento ,supporto all’Ufficio comunale e alla amministrazione sulle iniziative oggetto dell’’incarico) ) per costituire una partecipata SpA, quella stessa il cui progetto lo scorso anno aveva abbandonato (la GeCo SpA). Viene spontaneo a questo punto chiedersi: ma a che gioco sta giocando il Sindaco? Due anni di amministrazione sono serviti soltanto a ritornare al punto di partenza. A due anni dall’insediamento la spazzatura viene raccolta a fior di incarichi milionari, ma il problema della raccolta della spazzatura non è stato portato a finale soluzione. Si va avanti (forse è il caso di dire si va indietro) con provvedimenti tampone ma nulla di definitivo si intravede all’orizzonte. Le determine di affidamento della raccolta e di noli alle ditte hanno sempre il carattere di “urgenza…per evitare l’insorgere di problematiche di carattere igienico sanitario” e sono la riprova, si sottolinea dopo due anni, della inefficienza e della incapacità dell’Amministrazione Cinque di affrontare e risolvere il problema. Quanto deve ancora durare questo stato di emergenza in cui la città è tenuta da due anni? Qual è la “rottura” che intendeva il Sindaco quando faceva proclami elettorali? Perché il Sindaco oggi ritorna sui suoi passi a riprendere in mano progetti e iniziative, prima avviate e poi abbandonate, con enorme spreco di risorse (ore di lavoro) e di denaro pubblico, che se solo avesse avuto la coerenza e l’umiltà di portare avanti, mettendo in primo piano gli interessi della città e non la sua affermazione personale, avrebbero restituito benefici alla collettività e decoro alla città stessa.? Quale sarà il prezzo di questa infruttuosa politica? Ma soprattutto alla fine chi pagherà? Su questo non c’è dubbio: il solito “Pantalone”, cioè Noi tutti”.

Gino DI STEFANO

                  

 

 

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