Rifiuti: comune rinuncia a difendersi davanti al CGA

Il comune di Bagheria ha rinunciato a difendersi dinanzi al CGA nella controversia contro l’assessorato regionale all’Energia, a seguito della nomina del commissario ad acta che avrebbe dovuto prelevare dalle casse comunali 1 milione 644 mila euro. IL CGA ha pertanto dichiarato  improcedibile l’appello cautelare.

“…La parte appellante ha perduto interesse alla coltivazione del gravame, pertanto il CGA dichiara improcedibile l’appello cautelare…”

Parliamo di somme che il consorzio COINRES richiede per il pagamento degli stipendi del personale addetto alla raccolta dei rifiuti nel periodo in cui l’amministrazione decise di affidare il servizio ad una ditta esterna, la TECH servizi. In quel periodo gli operai COINRES, per un periodo di 6 mesi, continuarono a recarsi presso l’autoparco comunale ma senza ricevere ordini di servizio. L’amministrazione comunale affidò il servizio alla TECH servizi in funzione di una delibera di fuoriuscita dal COINRES votata in consiglio comunale su proposta della stessa amministrazione comunale. La delibera fu impugnata dalla Regione siciliana che la definì illegittima. Il Comune di Bagheria, ad oggi, risulta socio maggioritario del consorzio COINRES, ecco perchè l’assessorato regionale agli Enti Locali dispose la nomina di un commissario ad acta, dottore Nicola Russo, per prelevare 1 milione 644 mila euro dalle casse comunali: in virtù, appunto, di un vincolo societario che non si è mai sciolto.

Perchè il comune ha rinunciato all’appello? L’unica spiegazione possibile è legata al fatto che la nomina del commissario Russo nel frattempo è scaduta e pertanto sarebbe stato inutile sostanzialmente trattare una causa su un incarico che di fatto non è più in vigore.

Resta da chiedersi perchè invece il comune abbia portato avanti un ricorso davanti al CGA se l’incarico del commissario è scaduto a ridosso della sentenza del TAR di giugno che sostanzialmente confermava la legittimità di quella nomina, pur oramai in prossimità di scadenza.

Sembra intanto che la Regione abbia già nominato un nuovo commissario incaricato di prelevare le somme dalle casse comunali. Dovrebbe insediarsi già la prossima settimana.

Cosa farà l’amministrazione comunale? Il sindaco disporrà un nuovo ricorso per bloccare il prelievo dalle somme? Si può sostanzialmente sostenere un nuovo ricorso se non cambiano i presupposti della prima difesa del comune, quando il TAR non ha ritenuto di sospendere il provvedimento di nomina del commissario? Rischiamo di pagare per la seconda volta consulenti legali per ottenere sempre lo stesso risultato?

Tutto questo cercheremo di capirlo con i diretti interessati, e se il sindaco, Patrizio Cinque, entrerà pubblicamente nel merito delle scelte adottate fino ad oggi e da adottare a breve. Il rischio è di pagare due volte per lo stesso servizio, ma per gli amministratori potrebbe pure profilarsi il danno erariale, come evidenziato nella stessa difesa del comune dinanzi al TAR.

E’ arrivata a stretto giro di posta la replica dell’avvocato Vittorio Fiasconaro che, nel frattempo, abbiamo contattato ” Il giorno prima dell’udienza al Cga l’Assessorato ha notificato al Comune un nuovo provvedimento di nomina del commissario, che ha sostituito il precedente. La presenza di questo nuovo provvedimento ha fatto cessare l’interesse del Comune all’appello cautelare, e quindi in udienza si è dichiarata la cessazione dell’interesse. Il giudizio prosegue al Tar davanti al quale sarà impugnato (per motivi aggiunti) il nuovo provvedimento

 

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