Raccolta differenziata e multe: è sempre e solo colpa del cittadino incivile?

a cura del gruppo civico “Noi Cittadini”

Quella delle multe per i rifiuti è davvero una brutta  ‘ciliegiona’ sulla ‘scancarata’ organizzazione della raccolta differenziata. ‘Scancarata’? ‘Scancaratissima’ organizzazione, perché palesemente priva di una seria e ponderata programmazione, che sta avendo ricadute devastanti sugli stessi bagheresi, i quali non solo pagano una Tari ‘esagerata’, ma sono costretti ad affrontare peripezie per liberarsi dai rifiuti che, fuori casa, non si sa dove collocare.

Nelle comunicazioni ufficiali, fino ad ieri, l’amministrazione indicava come “fare” nelle zone servite dal PAP senza nessuna (!) indicazione per quelle non servite, malgrado le numerose segnalazioni e richieste di informazioni. Sullo stesso sito, le informazioni sulle cosiddette “isole ecologiche” (aperte dall’amministrazione sulla base di un progetto fuori dal rispetto di obblighi normativi igienico-sanitari e di autorizzazioni varie, che esistono!) sono rimaste un mistero da decifrare ( cittadini alla ricerca dell’isola che c’è o non c’è), senza ulteriore comunicazione del fatto  che, da un giorno all’altro, sono state chiuse, per l’intervento delle Autorità di competenza, quali ASP e Forze dell’ordine,  di certo non solo per colpa del SOLITO CITTADINO INCIVILE.

A proposito di multe: i costi affrontati per la realizzazione delle cosiddette “isole” e le eventuali sanzioni ricadranno sui cittadini?

Dall’oggi al domani ci si è trovati, così, in una situazione del tipo: bagheresi in una parte del territorio a macchia di leopardo servita (più o meno) dal PAP e tantissimi altri bagheresi e condomini nelle restanti parti del territorio, non solo non serviti ma senza alcuna indicazione su dove e come conferire la rd prodotta.

Da qualche giorno, viene indicata (dopo le varie proteste e le ovvie osservazioni da parte di moltissimi bagheresi nel caos ) la sede dell’ex ICRE (con un orario di conferimento che ci lascia molto perplessi, anche al di là della sua destinazione altra).

Nello stesso tempo, però, sono fioccate le multe! Ma, viste le indicazioni contrastanti sulla r.d , l’ordinanza e tutto il contesto, la grandissima parte di queste multe saranno contestabili o nulle? Ma in quale paese siamo?

E’ normale, a questo punto, porsi qualche interrogativo (o non si può fare per non disturbare i manovratori?) del tipo:

– E’ stata predisposta una mappatura delle zone da servire con PAP, da estendere in varie fasi all’interno del territorio, sulla base di qualche programmazione che curasse attentamente la gestione della importantissima e determinante  fase transitoria?

– Ancora prima di questo, anche prima della fase di programmazione del servizio, è stato fatto un censimento, ad esempio dei vari complessi condominiali con relativi numeri di famiglie?

Se è stato predisposto un piano, alla luce dei fatti e dei comunicati, è apparso semplicemente scarso anzi “scancaratu”. Se fra “tricche e barracche” maturerà la rd, sarà soprattutto grazie alla buona volontà della parte seria della cittadinanza che spera si possa radicare e maturare una ‘cultura’ in tal verso, mentre l’amministrazione, molto probabilmente per semplice incapacità organizzativa, sembra ce la stia mettendo tutta per non incoraggiarla (vedi, ad esempio, multe!) col rischio di far vanificare tutto, tenuto anche conto della inadeguata ‘informazione’ sugli attori delle filiere e relativi contratti.

D’altronde, programmare una rd per un condominio di 60mila abitanti, un piano industriale in un paese caratterizzato da certe incivili “abitudini”, è un progetto complesso e impegnativo, soprattutto per la gestione in fase transitoria, ove in ballo non vi è soltanto l’organizzazione, ma soprattutto il superamento di quelle certe incivili “abitudini, che richiede un impegno di assidua e idonea vigilanza.

La rd non è obbligatoria da oggi ma è obbligatoria (e conveniente) da sempre, e secondo le linee guida regionali. Purtroppo, il malaffare mafioso, l’ignoranza, l’incapacità e l’inettitudine generalizzata delle e nelle amministrazioni, a livello non solo locale, hanno portato alle situazioni attuali. E non è un caso che, sotto sotto, sembra riaprirsi la “meravigliosa” prospettiva di inceneritori, in un contesto che non è certo quello di diversi Paesi europei.

Che cosa fare? Non ci si vuole sostituire a quanti hanno le responsabilità amministrative e politiche ma sarebbe sufficiente cominciare sul serio a “programmare”, fra l’altro secondo le linee guide regionali che stanno lì da almeno un decennio ad aspettare che vengano messe in atto. Predisporre un serio progetto, mettendo in primo piano sia le dotazioni sia le aree previste e, soprattutto, facendo chiarezza sull’impegno del ‘personale’ o ‘organico” di cui non si parla più. Non si sa più nulla, sia per quanto attiene la sua consistenza numerica (quanti sono gli addetti e dove sono?) sia per gli stipendi (sarebbe interessante pubblicarne gli importi, soprattutto per i pochi ‘organizzatori’ interni del cosiddetto servizio) sia per le mansioni (chi comanda chi e che cosa? e come? chi raccoglie che cosa e dove? chi effettua lo spazzamento e dove e come e quando?).

Ad esempio,  non sarebbe opportuno, anche perché possibile e ‘onesto’ nell’ambito delle 8 ore lavorative giornaliere, predisporre più turni giornalieri, compresi gli spazzamenti? Non sarebbe proprio il caso di valutare adeguatamente questo aspetto?

In tutto questo contesto e a fronte di queste considerazioni, vedremo, come al solito, purtroppo, emergere quelli che, senza offesa, possiamo definire gli ‘utili idioti’, che sono di due tipi: quelli che difendono sempre e comunque l’amministrazione, senza tener conto dell’oggettività delle questioni da affrontare e dei fatti conseguenti (e sono utili soltanto se un’amministrazione è incapace); e quelli che accusano sempre e comunque l’amministrazione, senza tener  conto dell’ oggettività e dei contesti delle questioni da affrontare e dei fatti conseguenti (e sono utili soltanto ad alimentare e dare energia “distraente” alla prima categoria).

Nel mezzo, i tanti concittadini bagheresi che vorrebbero davvero un paese civile, con un territorio pulito e vivibile e che nutrono la speranza di veder porre una volta per tutte l’attenzione seria sui problemi da affrontare soprattutto con gli adeguati supporti tecnici e di vigilanza oltre che con il buon senso.

E’ troppo pretendere questo da questa amministrazione, al di sopra e al di là delle sterili polemiche in cui, ogni volta, si rischia di essere sospinti, anche non volendo, da ognuna di quelle due suddette parti, polemiche che non giovano a niente e a nessuno e che servono solo a far passare in secondo piano, o addirittura a vanificare del tutto, il vero ‘cuore’ dei problemi, triturandoli in chiacchiere inutili e prive di senso?

 

 

 

 

 

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