Sospensioni dirigente Picciurro: G. Di Stefano “misure punitive sproporzionate per nascondere le inefficienze attuali”

di Gino Di Stefano

E’ stata resa pubblica attraverso i siti on line cittadini la notizia della ennesima sospensione dal servizio e dallo stipendio per 4 mesi della Dottoressa Laura Picciurro. La quarta, per la precisione, nell’arco di poco più di un anno, dopo una prima di cinque mesi, una seconda di sei mesi, una successiva di 10 giorni e adesso ancora di 4 mesi. Di queste, le prime due mosse su questioni relative alla raccolta rifiuti, la terza inerente a questioni sulle società partecipate, l’ultima costruita sull’abusivismo edilizio.

Tema caldi questi che vedono l’amministrazione comunale pesantemente coinvolta per via degli affidamenti milionari sulla raccolta rifiuti concessi a ditte private con ordinanze dirette dal sindaco Patrizio Cinque e dell’uragano che sulla stessa si è abbattuto la primavera scorsa a seguito del servizio televisivo delle “iene” sulla questione dell’abusivismo edilizio che vittime ha mietuto all’interno dell’apparato burocratico comunale con le dimissioni dell’assessore all’Urbanistica Luca Tripoli. Viene spontaneo domandarsi: cosa di così tanto grave avrà mai combinato questa dirigente benvoluta e stimata da tutti all’interno dell’ambiente comunale, per la sua seria dedizione al lavoro, ma anche fuori, conosciuta come persona corretta e discreta, per meritare una così feroce aggressione da parte dell’attuale amministrazione pentastellata, manifestata con punizioni esemplari che non hanno precedenti nella storia della vita pubblica della nostra città?

Non v’è dubbio che l’azione di condanna mossa nei confronti della d.ssa Picciurro ha come fine quello di usare la sua persona per creare un mostro pubblico che rappresenti la storia passata della città da proporre come modello di inettitudine e inefficienza. A tutto ciò fa riscontro la messa in atto di misure punitive talmente sproporzionate che rasentano livelli di morbosità tali da fare cadere ogni ipotesi di credibilità nell’azione disciplinare dell’amministrazione disvelando, per contro, il reale intendimento che è quello di distrarre l’opinione pubblica dal vero nocciolo della questione rappresentato dalla incapacità ormai palesemente manifestata, in due anni e mezzo di amministrazione, di dare risposte ai problemi della città.

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