Delegazione Cesvop a Bagheria: l’associazione AGAPE precisa…

Per evitare polemiche inutili è bene chiarire. Alcune associazioni, tra cui la nostra associazione “Agape”, erano già da tempo in contatto con il Cesvop, per cui abbiamo visto con piacere che a Bagheria ne venisse costituita una Delegazione e che l’Amministrazione comunale avesse facilitato questa presenza offrendo un ambiente nei locali del Comune. A parere nostro però si è iniziato da parte di alcuni con una certa confusione perché si pensava di legare la nascita della delegazione Cesvop con la costituzione di un coordinamento strutturato giuridicamente preferito espressamente dall’Amministrazione, e, si diceva, raccomandato dal Cesvop. Si chiedeva una adesione alla nascita di questo coordinamento senza ancora sapere quali fossero le regole statutarie e a che cosa si impegnavano le associazioni. Altre associazioni invece avrebbero voluto solo una federazione delle associazioni, alcune delle quali aderenti a organizzazioni di livello nazionale, perché vogliono salvaguardare la propria identità, autonomia e libertà di fronte agli enti pubblici e non possono quindi delegare la propria rappresentanza al portavoce, o rappresentante che sia, di un coordinamento giuridicamente strutturato a livello locale.
La nostra associazione che rappresenta giuridicamente la Caritas Parrocchiale S. Giovanni Bosco, pur nella volontà di fare rete con le altre associazioni, e felice della presenza del Cesvop a Bagheria non poteva aderire al coordinamento proposto perché, per le sue finalità di essere nella società attenta alla necessità degli emarginati e voce profetica di chi non ha voce, e non avendo interessi propri da difendere che non siano gli interessi dei disagiati, deve necessariamente essere libera di esprimere la propria voce di fronte a ogni forma di potere. Abbiamo allora chiesto al Cesvop se l’indicazione della nascita di un coordinamento invece che di una federazione della associazioni era venuta direttamente dal Cesvop e se le associazioni che non aderivano al coordinamento preferito dall’amministrazione potevano essere supportate dalla Delegazione. Le risposte sono state chiare. Il Cesvop non aveva dato nessuna indicazione sulla modalità di rapportarsi tra loro delle associazioni ed la Delegazione era casa comune aperta a tutte le associazioni di volontariato, indipendentemente dalla forma con cui si erano collegate.
Ci sembra quindi di potere dire che la Delegazione non ha nessun condizionamento da parte del comune concessionario dei locali e quindi la nomina del responsabile di delegazione non è una scelta politica, ma riguarda le associazioni, inoltre per il delegato non è previsto nessun rimborso economico. L’unica difficoltà sta nel fatto che l’ambiguità iniziale di aver legato la delegazione alla nascita del coordinamento ha fatto pensare che chi non aderiva al coordinamento non aderiva alla Delegazione. Le elezioni quindi furono fatte dal ristretto numero di associazioni che si erano mostrate disponibili a aderire al futuro coordinamento.

Mimma Cinà

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