Dirigente Picciurro vince il ricorso contro il comune: per il giudice del lavoro la sospensione è illegittima

sindaco_fabio Il sindaco di Bagheria non poteva sanzionare la dirigente Laura Picciurro, la burocrate che ha anche denunciato Patrizio Cinque per “mobbing”. Il primo cittadino bagherese aveva infatti sospeso la burocrate per undici mesi, sospendendole anche lo stipendio. Un atto illegittimo, secondo il Tribunale del Lavoro di Palermo, che ha accolto il ricorso della Picciurro, assistita dall’avvocato Sergio Agrifoglio.“Una decisione contraria a norma imperativa di legge”, scrive il giudice. Una “stoccata” alla giunta del sindaco Cinquestelle, un movimento che fonda buona parte della propria attività sul concetto di “legalità”. Adesso alla dirigente il Comune dovrà anche riconoscere le undici mensilità non percepite. Insomma, dovrà pagare la dipendente anche se in quel periodo non ha lavorato. E la sentenza adesso potrebbe avere ricadute proprio sul procedimento penale scaturita dalla denuncia della Picciurro.

Il sindaco replica: “Il Comune di Bagheria, sentito il legale che difende l’ente, ha deciso di ricorrere in appello avverso la sentenza di primo grado del giudice del Lavoro del Tribunale di Termini Imerese relativa alla vicenda della sospensione della dirigente comunale della Direzione III. Come è noto la dipendente comunale ha vinto il ricorso presentato avverso le sospensioni di 5 e 6 mesi che le erano state comminate. L’amministrazione, supportata dal legale, ritiene che ci siano tutte le condizioni per ricorrere contro il giudizio del tribunale di Termini, L’Amministrazione tutelerà i propri interessi nelle sedi competenti“.

Intanto, per i giudici del Tribunale del Lavoro quei provvedimenti disciplinari nei confronti della dirigente erano arbitrari. Per un motivo molto semplice, del resto. Quegli atti infatti sono stati firmati dal Segretario generale del Comune, Eugenio Alessi, anche lui denunciato dalla dirigente pochi mesi fa. Il Segretario generale avrebbe infatti assunto, secondo l’indicazione del sindaco, le funzioni e le competenze che spettano all’intero Ufficio per i procedimenti disciplinari. Un ufficio che deve esistere per legge (il Testo unico del pubblico impiego) e che è “l’unico organo competente – scrive il giudice Roberto Rezzonico – per disposizione legislativa inderogabile, ad irrogare la sanzione disciplinare per i casi più gravi, e nei quali rientrano i fatti oggetto di causa”. Sanzioni che – stando sempre alle norme sugli enti locali – possono essere soltanto “proposte” dal Segretario generale. “L’idea che un soggetto – scrive sempre il giudice – segnali qualcosa a se stesso, quale Ufficio per i procedimenti disciplinari, appare decisamente incongrua”.

E se quell’idea è incongrua, le decisioni del sindaco Cinque sono anche illegittime, secondo i giudici. “La nomina del Segretario generale a componente monocratico dell’Ufficio per i procedimenti disciplinari – si legge sempre nella sentenza – quindi quale soggetto che costituisce ed esaurisce tale ufficio, è intrinsecamente contraria a norma imperativa di legge o comunque elusiva della stessa”.

Insomma, una decisione contraria alle legge, scrive il giudice. Parole che offuscano l’azione della giunta grillina, ossia di un Movimento che ha fatto del rispetto per la legalità un carattere fondante. E sul caso della dirigente, del resto, le ombre e i dubbi erano stati tanti fin dall’inizio. E sono finiti anche sulle scrivanie della Procura di Termini Imerese, dove l’avvocato – nel procedimento penale – Nino Caleca presto invierà anche la sentenza del tribunale del Lavoro.

La Procura, infatti, ha già aperto un fascicolo per abuso d’ufficio, raccogliendo l’esposto della Picciurro. La dirigente, oltre al sindaco, ha denunciato gli assessori Maria Laura Maggiore e Fabio Atanasio, l’ex assessore Luca Tripoli e appunto il segretario generale del Comune Eugenio Alessi. L’indagine è partita lo scorso febbraio. Dal marzo del 2015, la dirigente è stata oggetto addirittura di tredici contestazioni. Da quelle contestazioni sono scaturiti quattro provvedimenti di sospensione, con relativo blocco dello stipendio. In tutto, la dirigente è stata sospesa senza retribuzione per quindici mesi e dieci giorni. La sentenza del Tribunale del Lavoro annulla i primi due, da cinque e sei mesi. Per undici mesi complessivi. La burocrate non si era resa simpatica all’amministrazione grillina. Era stata lei, infatti, a presentare un esposto molto circostanziato su un affidamento da tre milioni per sei mesi del Comune alla ditta Tec, nel settore dei rifiuti. Un’altra questione su cui la magistratura starebbe provando a fare luce. Un affidamento pieno di ombre, secondo le opposizioni in Consiglio comunale, ma anche secondo la dirigente. Che chiese anche di essere ascoltata in Commissione antimafia all’Ars. Lì, ha descritto le presunte anomalie dell’appalto deciso grazie a ordinanza del sindaco. Da quel momento, la pioggia dei provvedimenti disciplinari sarebbe divenuta sempre più intensa. E il Tribunale del Lavoro ha definito illegittimi già i primi due: il sindaco non avrebbe rispettato la legge. E adesso quella sentenza è pronta a finire nelle mani dei pm che stanno indagando sull’eventuale abuso d’ufficio di Patrizio Cinque e di pezzi della sua giunta a cinque stelle.

(tratto da LiveSicilia.it)

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