Gino Di Stefano: centrodestra si ricompatti con una nuova piattaforma programmatica

 

di Gino Di Stefano
Responsabile Movimento Politico “L’Aquilone – Idee in volo per Bagheria”

Dopo una attenta analisi del voto sul referendum e le risultanze delle consultazioni presidenziali sulla formazione del nuovo governo dopo le dimissioni del premier Renzi, mi sono chiesto, ma cosa deve ancora accadere per condurre alla ragione la classe dirigente del centro destra moderato per ritornare al Governo partendo dalle realtà locali? Ormai da molto tempo, anche troppo, non si riesce con chiarezza ad avere un’idea comune e condivisa su gli uomini e ne tanto meno sul voto.
Il centro destra moderato deve darsi una regolata, deve trovare la forza di mettere da parte chi in questi anni ha distrutto i veri principi ed ideali dello schieramento, e incentivare chi ha un forte consenso popolare, ha coinvolgere più persone di buona volontà, per partecipare alla ricomposizione delle anime pulite e belle della coalizione.
Ciò vuol dire che bisogna avere il coraggio di fare scelte di campo, puntando su chi ha sempre fatto parte del “CENTRO DESTRA”, sollecitando persone di valore, appartenenti soprattutto alla società civile, delle quali non poter dubitare in relazione all’apprezzamento dei valori fondanti di una comunità che si rispetti, primo fra tutti l’amore per la propria CITTA’, per la Famiglia, il tutto rafforzato dall’idea liberale che rafforza anche il principio della socialità.
Sono convinto che l’unità dei moderati sia ancora l’obiettivo verso il quale tendere per ridare slancio e fiducia al nostro elettorato. Un’unità che non sia, però, la semplice somma degli interessi elettorali dei singoli partiti e movimenti civici ma, piuttosto, il manifesto comune di una nuova idea per governare.
Oggi più che mai, infatti, c’è bisogno di una nuova piattaforma programmatica intorno la quale far convergere i consensi.
Il futuro del centrodestra, quello “moderato”, tuttavia, non può essere relegato solamente all’interno di un discorso sulla scelta dei candidati, sui simboli o sulle alleanze da ricercare.
Prima di ogni cosa servono le idee, poi tutto il resto.
È chiaro però che occorre recuperare la nostra capacità di far confluire nella coalizione le migliori energie, così da renderla un laboratorio politico in grado di interpretare al meglio la grande spinta riformatrice e liberale che costituisce il DNA del popolo dei moderati.
Abbiamo il dovere, in questo particolare momento, di offrire una valida alternativa alla sciatteria istituzionale con cui il Sindaco Patrizio Cinque ed Associati stanno guidando il Paese.
Lo dobbiamo ai Cittadini, ai Dipendenti Comunali, alle Aziende, ai Commercianti, agli Artigiani, che fino ad ora hanno avuto la forza ed il coraggio di sostenerci, anche quando Noi, li abbiamo condotto a commettere errori.
Ecco perché credo sia di fondamentale importanza aprire una riflessione seria, insieme con tutte le forze politiche del centrodestra, circa la nostra visione sul futuro di Bagheria e sui grandi temi che riguardano il lavoro, la fiscalità locale, l’erogazione di Servizi efficienti ai Cittadini.
Insomma, per dirla breve, più che risposte facili, abbiamo bisogno di porci le domande giuste.
È su proposte concrete, che chi si riconosce nel centrodestra, deve confrontarsi e discutere, con l’obiettivo di tornare a correre insieme alle prossime elezioni.

Bagheria, li 12 dic. 2016

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