Benfante: “relazione dei revisori evidenzia i limiti della gestione dell’Ente…

Alla fine dopo tanti “rumors” e voci di corridoio, ha visto la luce la relazione trimestrale del collegio dei Revisori del conto, ai sensi dell’art. 265 comma 3 del T.U.E.L., per il periodo di competenza Dicembre 2016 – Febbraio 2017.

A primo acchito, da uno sguardo tecnico alla stessa relazione, ci si rende subito conto che codesto collegio nell’espletare le funzioni di controllo e poter risultare ancor più efficiente ed efficace, opera in condizione di non armonico equilibrio collegiale, in quanto da parecchi mesi manca la figura del Presidente, pertanto, ancora oggi non risulta ricostituita l’interezza dell’organo.

Ma sorvoliamo su queste minuzie e cerchiamo di cogliere aspetti più salienti della semplice triade collegiale dei Revisori.

Le pagine che seguono sono un continuo stillicidio di carenze ed inosservanze alle famose “prescrizioni” dettate, con decreto, dal Ministero e più precisamente dal dipartimento della finanza locale.

Ed ancora, da quanto rilevato dal restante Collegio dei Revisori, non risulta nessun strumento di monitoraggio e controllo sugli equilibri di bilancio; non sono stati, parimenti, rispettati i famosi  “120” giorni, (come da decreto sulle prescrizioni al bilancio riequilibrato 2013-2014) per l’approvazione dei bilanci futuri per essere in linea con la gestione economico-finanziaria dell’ente.

Perché ?

Qual è la novità ?

Non risulta alcuna programmazione sia previsionale (annuale) sia pluriennale che possa consentire una corretta ed oculata gestione dell’ente.

Non esiste una programmazione ?

Strano !!!!!!!

Al punto 1.2Controllo atti dotazione organica e assunzioni di personale – il Collegio constata che nella seduta del 13/12/2016 la Commissione per la Finanza e gli organici degli Enti Locali riguardo la delibera di G.M. n° 145 del 14/10/2016, relativa alla programmazione del fabbisogno di personale per il triennio 2016/2018, NON ha approvatol’assunzione di n° 05 unità con procedura ex art. 165/2001, parimenti per la stabilizzazione del personale contrattualizzato categoria C e D, in quanto non avendo i bilanci 2015 e 2016 approvati non si può determinare la fattibilità finanziaria della spesa per queste assunzioni

Al punto 1.3.,  Personale a tempo determinato, sempre quanto riportato testualmente dalla relazione del Collegio, si constata che nella seduta del 13/12/2016 la Commissione Ministeriale ha approvato la delibera di G.C. n° 152 riguardo l’assunzione a tempo determinato, autorizzando l’assunzione a tempo pieno di n° 6 unità lavorative con qualifica di autista mezzi pesanti e n° 01 sorvegliante e n° 15 unità lavorative part-time di spazzini; in tale fase sono state attuate le seguenti procedure:

  1. In data 04/01/2017 la delibera di G.M. n° 02 – Proroga dei contratti a tempo determinato e parziale per n° 31 Lavoratori precaro ex art. 25 L.R. 21/2003.

Mi/Vi chiedo ?

Ma di quale proroga stiamo parlando ?

Di norma si parla di proroga quando nell’ordinamento contrattuale, che prevede a data certa la scadenza naturale dello stesso, è prevista una proroga  tacita; qualora dovesse spirare il termine, il rapporto si dichiara/definisce concluso, a meno che non si redige una nuova delibera ante cessazione termine contrattuale.

Come d’altronde è stato attuato, in buona e legittima norma da tutti gli enti del circondario impegnati in questa delicata fase di proroga dei precari a dover formulare una nuova delibera di proroga entro la scadenza contrattuale di fine anno.

Invece al Comune di Bagheria apprendo che la legittimità degli atti è cosa poco seria e da manuali dilettanti allo sbaraglio; infatti in data 04/01/2017 viene deliberato con atto di Giunta su citata, la proroga dei precari.

Quale proroga ? Secondo me dovremmo parlare di un nuovo contratto; oltre al fatto che non esiste “ope legis” un atto che faccia riferimento ad “ex tunc” o “ex ante” ma ad un preciso momento e cioè 04/01/2017 e non ricopre il gap normativo determinatosi nei 04 giorni antecedenti.

A proposito, se parlate di proroga, a partire dal 04/01/2017 i primi 04 giorni ………?

Pertanto escludo fermamente che si possa parlare o trattare di proroga.

Non a caso dalla stessa relazione si apprende come il Responsabile del procedimento esprime parere negativo e contrario sulla regolarità tecnica messa in atto per la proroga, in quanto non conformi alle normative vigenti; oltre al fatto che la Commissione per la stabilità finanziaria degli enti locali nella seduta del 13/12/2016, mette in evidenza la mancata richiesta da parte del comune di Bagheria, di autorizzazione a procedere alla proroga dei contratti a tempo determinato per l’anno 2016. La stessa Commissione ha trasmesso alla Procura della Corte dei Conti la documentazione concernente la proroga per il 2016.

Sulla legittimità degli atti nutro perplessità e ritengo che una seria ed oculata analisi degli organi ispettivi competenti in materia, possano  chiarire ulteriormente quanto emerge finora dall’analisi degli atti, di nostra conoscenza, soprattutto per un ente dissestato come Bagheria.

Non ultimo, infatti, a conferma delle “minchiate” perpetrate da questa Amministrazione, come da pubblicazione albo pretorio, apprendo della determina n° 86 del 22/marzo/2017 avente ad oggetto “Revoca bandi di selezione approvati con determinazioni n° 283 e n° 285 del 15/11/2016, in attuazione della programmazione triennale del fabbisogno del personale 2016/2018, deliberazione di G.M. n° 145 del 13/10/2016”; rilevato che con decisione n° 185 del 13 Dicembre 2016, a seguito controllo effettuato sugli atti, la Commissione per la Stabilità Finanziaria degli enti locali NON HA APPROVATO la deliberazione n° 145 del 13/10/2016 “in quanto la mancata approvazione dei bilanci 2015 e 2016 e del consuntivo 2015 non consente all’Ente di dimostrare la sostenibilità finanziaria della spesa delle assunzioni medesime

Non ci sono ulteriori commenti o parole da aggiungere a quanto finora detto anche negli eventi da me partecipati in data 08/01/2017 e 05/03/2017, sulla tematica “Siamo ancora in tempo per parlare di uno sviluppo a Bagheria ?

Sulle entrate tributarie dell’ente, non voglio soffermarmi ulteriormente, in quanto dedicherò un articolo appropriato; colgo semplicemente l’occasione per poter rilevare che ad oggi l’ente deve riscuotere come Residui IMU per gli anni 2013 al 2016 € 6.988.750,00; Residui Tari per gli anni 2014 e 2015 € 9.476.766,94.

Penso che siano dati scoraggianti e sconcertanti ai fini di una gestione caratteristica dell’ente, oltremodo per un comune in dissesto, senza bilanci e senza alcun programma di recupero di evasione oltre che di sviluppo per il nostro paese.

Il dato preoccupante ed allarmante è evidenziato al punto 2.6. della relazione, allorquando, il Collegio rileva “che non è stato presentato il Piano Economico Finanziario per il 2016, riscontrandone la carenza dei dati per la verifica della gestione del servizio. Il piano Economico Finanziario, così come richiesto dalle normative vigenti, non può essere una tabella riassuntiva dei costi “.

A tal proposito, sono stati da me pubblicati diversi articoli sulla redazione del piano finanziario senza alcun riscontro, come sempre.

Infine, in data 31/Marzo/2017 scade il termine, a meno di qualche proroga, per l’approvazione del bilancio di previsione 2017, per i “comuni” mortali.

L’ente, da quanto rilevato nella relazione del Collegio e come da tempo ricordo a me stesso, non avendo bilanci approvati si trova in “Gestione Provvisoria” vale a dire, si limita “solamente” a poter garantire le spese derivanti da provvedimenti giurisdizionali esecutivi, quelle (spese) tassativamente regolate dalla legge e quelle necessarie ad evitare che siano arrecati danni patrimoniali certi e gravi all’ente ai sensi dell’art. 163 c. 2 del TUEL.

Putacaso, per quanto appena esposto, il Collegio NON RITIENE CORRETTE le delibere di G.M. n° 36 del 31/01/2017 (Proposta di Deliberazione per la gestione finanziaria 2017. Aggiornamento situazione contabile – Prosecuzione servizi essenziali ed indispensabili) e n° 58 del 23/02/2017 (Gestione finanziaria 2017. Prosecuzione servizi essenziali ed indispensabili con riscontro entrate della Direzione XII), in quanto non tengono conto dei dettami di cui all’art. 163 comma 2 del Tuel.

Chissà ?

Forse non è ancora chiaro che senza lo strumento di bilanci la loro amministrazione è solo “aleatorietà” oltre al fatto che non rispettano i termini e le prescrizioni dettate dal Ministero.

Riconoscendo, ad oggi, a codesta Amministrazione una incompetenza tecnico-amministrativa manifesta, il dubbio risulta essere l’unica certezza.

Ritengo che la cittadinanza tutta debba conoscere la reale situazione economico-finanziaria di un ente in dissesto, soprattutto perché da quanto emerso, ritengo che non ci siano buone prospettive per l’imminente futuro di poter uscire dal tunnel del dissesto, anzi …. continuare incrementandone l’azione debitoria.

Rimando ulteriori osservazioni e considerazioni al prossimo articolo, continuando ad argomentare quanto finora emerso dagli atti della relazione trimestrale del Collegio.

L’INUTILITA’ DEL CONTROLLO DEI CONTI SU UN ENTE FANTASMA (Parte Seconda)

 

Come preannunciato nell’articolo precedentemente pubblicato, continuo l’analisi sulla relazione trimestrale dei Revisori del conto al fine di poter evidenziare e rilevare, oltre quanto finora emerso, la reale situazione economico-finanziaria di un ente in dissesto, soprattutto perché, ritengo e nutro forte perplessità sulla carente e manifesta gestione tecnico-amministrativa dell’ente.

Premesso che non esiste programmazione e conseguentemente bilanci;

Al punto 2 – Entrate Tributarie: colgo semplicemente l’occasione per poter rilevare che ad oggi l’ente deve riscuotere da gestione residui:

  • Residui IMU per gli anni 2013 al 2016 €   988.750,00;
  • Residui Tari per gli anni 2014 e 2015 €   476.766,94;
  • Residui Tosap per gli anni 2013 al 2015 € 952,60;
  • Imposta Pubblicità anni 2013 al 2015 €      508,00;
  • Tasi per l’anno 2015 €      644,88;

   TOTALE   €  17.242.622,42

 

Al punto 2.11 Tariffa servizio acquedotto: la tariffa provvisoria copre il 65% del costo del servizio. In realtà la prescrizione Ministeriale prevede una copertura dell’80%. Al di là della mancata copertura e prescrizione disattesa, desidererei  conoscere la ripartizione che determina il Costo dei servizi e come è sviluppato il relativo introito per l’ente.

Al punto 2.13 – Tariffe dei servizi pubblici a domanda individuale: in particolar modo con riferimento al Museo Guttuso, inaugurato in pompa magna il 26/Dicembre/2016, il Collegio dei Revisori, lamenta una carenza di dati riguardo il prospetto dei costi di gestione (nota prot. 17350 del 09/03/2017 – Dott. Bartolone), al fine di poter consentire la valutazione del servizio se rispetta la prevista copertura del 36% dei costi di gestione.

Al punto 2.14 – sulle certificazioni previste dall’art. 243 comma 2 – copertura costo complessivo smaltimento rifiuti e servizi pubblici a domanda individuale, Non risultano effettuate, in attesa dell’approvazione dei rendiconti consuntivi.

Mi chiedo: non essendoVi alcuna certificazione al riguardo sui dati reali, certi e veri chi li certifica, dal momento che intanto i ruoli vengono emessi su una base di costi non certificati ?

 

Al punto 4.6 – a partire dal 2016 art. 1 comma 762 L. 208/2015: si rileva da quanto in relazione, che è stato rispettato, provvisoriamente con i dati del preconsuntivo, il patto di stabilità interno inviato il 30/03/2016.

Al punto 4.12 – eliminazione e riduzione delle spese che non abbiano per fine l’esercizio di servizi pubblici indispensabili: dal momento che non vi sono i bilanci presentati, rileva il Collegio, il mancato rispetto dell’art. 264 comma 2 rende impossibile verificare la fattibilità della reale riduzione delle spese, oltre al fatto che nessuna delle prescrizioni riportate dal suddetto decreto possa essere realmente monitorata e certificata così come richiesto dallo stesso. Si conclude dicendo che non si possono avere dati certi, ma sono tutti a preconsuntivo.

Ma che significa preconsuntivo ?

il dizionario riporta “consuntivo preliminare” di cosa ?

Forse al comune di Bagheria, si presentano bilanci di verifica come nelle migliori aziende quotate in borsa e si valuta in un preciso momento dell’anno l’andamento finanziario sulle verifiche da apportare per la conclusione del periodo?

Forse trattandosi di operazioni contabili di alta finanza, prima di approvare i dati consuntivati, ricercano un riscontro alla veridicità dei dati allocati al fine di poter ridefinire o quantomeno tamponare i primi segni di un’economia in generale sofferenza, segni che hanno prodotto un andamento a tratti difficoltoso delle criticità generali della mala gestio dell’Ente ?

Ma di cosa parliamo. L’ente non ha approvato i consuntivi, pertanto i dati inseriti non sono certificati dal ministero. A voi le considerazioni.

Al punto 4.13 Verifiche del rispetto dei vincoli di spesa imposti dal D.L. 78/2010: con riferimento alla spese annue per studi ed incarichi di consulenza, il Dl. 78/2010 vincola tali spese al 20% rispetto all’anno 2009, tuttavia il Collegio, rileva, come già specificato in sede di relazioni  bilanci  2013 e 2014 che non è in grado di fornire il dato cristallizzato del 2009, pertanto non è possibile esperire i necessari controlli.

Al punto 5.3 – Organismi Partecipati: in data 21/02/2017 con nota prot. N. 12385 protocollo Rev/E/ n. 21, viene richiesto al Collegio il parere circa la costituzione di una Società per Azioni multiservizi in House, con socio unico il comune di Bagheria. Il collegio, rinviando il proprio parere sulla costituenda società fa notare diversi punti di natura tecnico-contabile che avrebbero delle incidenze e ripercussioni sui costi di bilancio e, pur tuttavia, rinviando i dettagli al parere sulla fattibilità della costituenda, “sottolinea sin d’ora che tale possibilità, benchè non vietata categoricamente dalla legge, appare quanto meno in controtendenza con le politiche del legislatore volte a ridurre ed eliminare al massimo gli organismi partecipati degli enti locali, rivelatesi negli anni carrozzoni di costi amministrativi, sia con le politiche dell’ente stesso che ha internalizzato già alcuni servizi, senza ricorrere a società esterne, con proprio personale dipendente”

Al punto 5.10: l’ente non ha gli strumenti idonei a verificare l’osservanza della riduzione delle spese previste nell’art. 6 comma 11 del D.L. 78/10 relative alla partecipate;

Al punto 5.11: l’ente non ancora approvato il bilancio 2015, né dispone dei bilanci 2015 degli organismi partecipati (Coinres), che per la maggior parte di essi anche il loro bilancio 2015 non risulta approvato; per tale motivo non si è in grado di rilevare il rispetto del disposto dei commi da 550 a 552 dell’art. 1 della legge 147/2013 (vale a dire la costituzione di un fondo vincolato per un importo pari al risultato negativo non immediatamente ripianato, se l’organismo partecipato presenta un risultato d’esercizio negativo) .

Che dire ! sull’analisi di uno studio approfondito sull’Oroscopo fiscale e sull’analisi di dati incerti e fantomatici che garantiscono il criterio dell’economicità e convenienza per l’ente, è stata approvata la costituzione della Spa anche con il parere contrario del Collegio.

Gestione Contabile

Al punto 6.1 – Patto di stabilità interno : il patto di stabilità interno risulta rispettato per l’anno 2015 come da dati a preconsuntivo; mentre il consuntivo 2015 non è stato approvato.

Che significa?

Al punto 6.2Il bilancio preventivo 2016 non è stato approvato quindi nessuno strumento contabile è atto a verificare il conseguimento dell’obiettivo programmatico del patto di stabilità interno;

Al punto 6.4 – l’ente non ha applicato la nuova disciplina della regionalizzazione del patto di stabilità interno di cui all’art. 1 comma 489-500 legge di stabilità 2015;

Al punto 6.5 – l’ente non ha approvato il rendiconto 2015 e preventivo 2015 e per tale motivo, anche in vista dell’armonizzato non risulta calcolato in maniera definitiva il Fondo Pluriennale Vincolato che dal 2016 incide sul patto di stabilità.

Indipendentemente da quanto finora esposto, rilevo che dalla relazione del Collegio dei Revisori, non emerge la parte che concerne l’analisi debitoria dell’ente; chiarisco ancor meglio:

E’ possibile far conoscere ai cittadini, per la legge sulla trasparenza, se sono stati fatti debiti fuori bilancio e quali sono ?

E’ possibile far conoscere ai cittadini, per la legge sulla trasparenza, qual è ad oggi la situazione debitoria dell’ente ?;

A quanto ammontano i residui passivi ?

E’ possibile conoscere la spesa ed il relativo impegno sul competente capitolo, per la trasparenza dei dati, per l’acquisto delle vasche per la raccolta dei rifiuti ?

 

Poichè l’ente rappresenta una famiglia e come tale, penso dovrebbe essere gestito secondo le norme del buon padre di famiglia, è lecito oltre che legittimo chiedere, per la trasparenza dei dati, se i Fondi vincolati in tesoreria, ad oggi sono stati ricoperti ?

Nella logica di aver trovato un “buon padre di famiglia”, è possibile far conoscere ai cittadini come sono stati spesi i soldi dell’Ente senza alcuna certezza sulla certificazione dei dati in assenza di bilanci consuntivi approvati ?

Sicuramente nella logica del buon padre di famiglia, avrà una valida motivazione, sul perché delle dicerie per non aver rispettato i termini dei 120 giorni, come da decreto sulle prescrizioni, per l’approvazione dei bilanci ?

Avendo agito secondo le giuste regole di etica e morale del buon padre di famiglia e salvaguardare tutta la sua famiglia, ha deciso di bloccare gli stipendi perché ci si è resi conto che spendono troppo e male e quindi bisogna tirare la cinghia; oppure ci sono problemi contabili ?

Con l’attuazione del nuovo sistema di armonizzazione contabile manteniamo l’equilibrio di cassa ?

Avendo agito come un buon padre di famiglia, attualmente Mamma Tesoreria mi concede credito ?

Non ho mai dubitato del suo operare corretto, lineare e trasparente oltremodo anche da “nonno di famiglia”, ma ad oggi, non avendo bilanci approvati e chiusi da diversi anni, il “SUO ENTE”  si trova in “Gestione Provvisoria” vale a dire, si limita “solamente” a poter garantire le spese derivanti da provvedimenti giurisdizionali esecutivi, quelle (spese) tassativamente regolate dalla legge e quelle necessarie ad evitare che siano arrecati danni patrimoniali certi e gravi all’ente ai sensi dell’art. 163 c. 2 del TUEL.

Spero solo che un domani si accerti la correttezza delle spese regolate per legge, perché se così non fosse, alla fine penso proprio che NON sia stato un Buon Padre di famiglia per tutti Noi.

Con Osservanza   

                                                                                 Nicolò Dott. Benfante

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Con Osservanza   

 

                                                                       Nicolò Dott. Benfante

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