Indagini sul sindaco: “Ho consegnato atti al GIP che mi discolpano…”

Conferenza stampa del sindaco, Patrizio Cinque, questa mattina al comune. Il rpimo cittadino si è presentato davanti ai giornalisti con i suoi avvocati difensori, al fine di chiarire la sua posizione dopo la revoca dell’obbligo di firma imposto in un primo momento.

“Nel corso del mio interrogatorio – ha detto il sindaco- ho fornito al giudice una serie di atti e documentazioni che provano la mia estraneità ai fatti contestati. Ho assoluta fiducia nella magistratura, ma se penso che l’indagine su di me è partita nel 2015, a seguito di una denuncia presentata dalla dirigente Laura Picciurro (oggetto di provvedimenti disciplinari), e che soltanto a 30 giorni dalle elezioni regionali arrivi un provvedimento di obbligo di firma, ciò mi fa pensare che qualcosa non funziona. Perchè la magistratura non ha indagato in passato? Quando c’era il coinres che produceva 100 milioni di euro di debiti, quando un sindaco camminava a braccetto con Di Bella? Quando si facevano gli affidamenti diretti? E si indaga invece adesso un sindaco che i pentiti citano, per dire che…”con questo sindaco non si mangia più…”? Io, al posto vostro (riferendosi ai giornalisti) qualche domanda me la farei”

Il sindaco poi entra nel merito delle accuse mosse e parla del palazzetto dello sport, della casa del cognato e della gestione dei rifiuti. Si difende il primo cittadino da tutte le accuse mosse: ” per il palazzetto dello sport il comune ha partecipato ad un bando fuori tempo massimo. Ho deciso io così, perchè ho sempre pensato che la gestione del palazzetto dovesse essere pubblica con Bagheria comune Capofila. Cita poi la gestione rifiuti, dicendo di aver consegnato al giudice una serie di atti che proverebbero che l’affidamento alla TECH derivava da una manifestazione di interesse che riguardava più ditte. Per quanto riguarda l’affido del servizio raccolta rifiuti alla Tech per 3 milioni di euro abbiamo agito in condizioni di urgenza e contigibilità in applicazione i applicazione dell’articolo 191 del codice appalti, individuando la società all’interno della rosa di cinque aziende della white list della prefettura. Abbiamo agito nella più assoluta buona fede e trasparenza. Sui rifiuti – ha detto – si è agito sempre per garantire un risparmio per la comunità”.

Ancora più circostanziato il racconto sulla vicenda che riguarda il cognato proprietario di una casa abusiva. “La casa in questione è stata acquisita dal comune – dice Cinque. Fui io stesso a suggerire a mio cognato di autodenunciarsi. 48 ore dopo ho scoperto che qualcuno aveva presentato un autodenuncia falsa a nome di mio cognato”.

Per il sindaco la revoca dell’obbligo di firma non è che l’inizio – spiegano gli avvocati difensori. Ancora la strada è lunga”. E alla nostra domanda se si aspettano un rinvio a giudizio, la risposta è affermativa.

“Da un pm che ha dato parere negativo per la revoca dell’obbligo di firma ci aspettiamo un rinvio a giudizio ma in caso di processo siamo certi di poter dimostrare la estraneità del sindaco ai fatti contestati”.

I tempi per una eventuale archiviazione o rinvio a giudizio sono abbastanza lunghi. Potrebbe passare anche un anno…

(V.L.)

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