Archivio per la categoria ‘Economia’

PALERMO, 16 NOV – Sono quattordici i ristoranti siciliani inseriti nella celebre guida Michelin Italia 2018, alla 63\esima edizione. Nessuna new entry ma piuttosto conferme dei risultati conquistati nella precedente edizione.

Sono 4 i ristoranti ad avere raggiunto le due ”stelle”, assegnate dalla ”rossa” più celebre: La Madia di Licata (Ag), il Principe di Cerami a Taormina (Me), il Duomo e la Locanda di Don Serafino a Ragusa. I ristoranti premiati, invece, con una ”stella” sono dieci: il Coria di Caltagirone (Ct), Shalai a Linguaglossa (Ct), Signum a Salina (Me), il Cappero a Vulcano (Me), la Capinera a Taormina (Me), i Pupi a Bagheria (Pa), il Bye Bye Blues a Palermo, il Bavaglino a Terrasini (Pa), Accursio a Modica (Rg) e la Fenice a Ragusa.

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4 in Provincia di Palermo – Palermo De Gasperi, Palermo Principe di Paterno’, Bagheria Corso Butera e Terrasini

Palermo, 14 nov. – “Nonostante i brillanti risultati conseguiti nei primi nove mesi dell’anno, superiori di circa l’80% rispetto allo stesso periodo del 2016, le relazioni sindacali con il Gruppo Unicredit registrano una fase di stallo.

A partire dal primo dicembre si sommeranno, in tutto il territorio nazionale, alle uscite dei precedenti Piani Industriali (oltre 5.000 dipendenti in esodo anticipato) ulteriori 1600 uscite”. (altro…)

Palermo, 13 nov – E’ stata eseguita questa mattina dai finanzieri del Nucleo di polizia tributaria di Palermo una misura di prevenzione patrimoniale nei confronti dell’ex vicedirettore dell’Inail di Palermo ed ex direttore dell’Inail di Termini Imerese, Giuseppe La Mantia, accusato di aver consentito illecitamente il rilascio di documenti di regolarita’ contributiva (Durc) a favore di diversi imprenditori, in cambio di mazzette.

Le fiamme gialle del Gico, in base al provvedimento emesso dal tribunale su richiesta della Procura, hanno sequestrato al funzionario immobili e conti bancari per un valore di 516 mila euro.

Si tratta di un sequestro per equivalente. Le indagini hanno accertato la fitta rete di complicita’ tra La Mantia e le imprese che, nonostante ricorressero impedimenti come cartelle esattoriali non pagate, ricevevano le certificazioni di regolarita’ contributiva. (altro…)

Il centro comuale di raccolta di Bagheria sarà finanziato. Oltre un milione di euro la cifra che la Regione stanzierà. A darne notizia è l’amministrazione comunale. “Con il decreto n. 1484 del 26 ottobre 2017 – afferma il sindaco Cinque – l’assessorato regionale dell’energia e dei servizi di pubblica utilità, nello specifico il dipartimento dei rifiuti e delle acque, ha decretato l’elenco dei progetti ammessi a finanziamento”.

L’assessorato ha pubblicato il decreto contenente i progetti direttamente ammessi, quelli ammessi con riserva e quelli bocciati, dopo aver valutato le istanze presentate dai Comuni lo scorso 12 luglio per interventi strutturali nei Centri comunali di raccolta (Ccr). Il progetto presentato dall’amministrazione di Bagheria e redatto dagli uffici comunali di piazza Indipendenza prevede la realizzazione di una stazione di conferimento delle varie frazioni di rifiuto in via San Giovanni Bosco.

L’area sarà dotata di una zona per la pesatura della utenza domestica, una zona per il lavaggio e la pulitura degli automezzi, un’area uffici, depositi per carta e cartone, plastica, legno, ingombranti, metalli, farmaci scaduti, Raee, pile esauste e anche tessuti. Il centro sarà su due piani: gli uffici e la sala conferenze occuperanno il secondo piano.

“Sono molto orgoglioso di poter dare questa notizia – dichiara il sindaco Cinque – perché fin dall’insediamento di questa amministrazione ci siamo dati l’obiettivo di risolvere i problemi legati ai rifiuti e lavorare per il miglioramento della raccolta differenziata. Ci abbiamo creduto e ci stiamo lavorando tanto. Questo finanziamento ci permetterà di realizzare il centro comunale di raccolta, fondamentale per favorire una maggiore raccolta differenziata e fare un salto di qualità”.

Bagheria, 31 ott – L’ articolo 53 della nostra Costituzione recita che tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva e che il sistema tributario è informato a criteri di progressività.

In linea con il dettato costituzionale noi di “Articolo Uno – MDP Bagheria” siamo fermamente convinti che il tributo è un dovere di convivenza sociale, di cooperazione fra soggetti appartenenti allo stesso gruppo sociale, al fine di dividere le spese comuni e che tutti gli individui che vengono a contatto con una certa comunità sono tenuti a contribuire alle spese pubbliche secondo le modalità fissate dall’autorità politica.

Fatta questa doverosa premessa però non possiamo condividere le recenti scelte fatte dall’attuale amministrazione comunale in merito alla volontà di attuare forme di prelievo impositivo dei debiti tributari “a monte” attraverso la trattenuta sullo stipendio dei propri dipendenti in violazione della normativa primaria e addirittura di quella regolamentare approvata in applicazione dell’art. 52 Decreto Legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, con Deliberazione del Consiglio Comunale di Bagheria n. 41 del 15 maggio 2017, che, in relazione alle entrate ivi individuate, detta principi, oltre che in ordine alla determinazione delle aliquote dei tributi, dei canoni, delle tariffe e dei prezzi dei servizi, anche in ordine alle attività di accertamento, riscossione e contenzioso.

Ci stupisce il fatto che, mentre a livello nazionale il Movimento 5 Stelle ha portato avanti una vera e propria crociata contro Equitalia ed il metodo “spietato” dell’”Agenzia delle entrate-Riscossione” usato per raggiungere gli obiettivi quantitativi di riscossione “attraverso poteri invasivi e penetranti, potendo contare sull’accesso a banche dati a disposizione”, a livello locale si sceglie di utilizzare metodi discutibili tali da ingenerare una ingiusta disparità di trattamento tra contribuenti dello stesso Ente.

Secondo noi l’esercizio, da parte dell’Ente Locale, della propria autonomia in materia di imposte e tariffe e della relativa potestà regolamentare per la acquisizione delle entrate, non può in ogni caso avvenire in violazione dei principi di uguaglianza, imparzialità e buon andamento dando luogo a forme di prelievo arbitrarie, discriminatorie ed illegittime.

Per tale motivo ci siamo attivati presso i nostri referenti regionali e nazionali, in particolare il Senatore Francesco Campanella ha ritenuto opportuno presentare un’interrogazione al Ministro dell’Interno affinché venga fatta chiarezza sulla regolarità delle procedure di riscossione adottate dall’Amministrazione 5 stelle, a tutela dei diritti di tutti.

Roma, 26 ott – Il concetto di area di crisi complessa è stato introdotto dal decreto Crescita del 2012, che ha riformato la disciplina degli interventi di reindustrializzazione delle aree di crisi.

Per aree di crisi complesse, si intendono quei territori in cui la recessione economica e la perdita occupazionale assumono, per la loro gravità, rilevanza a livello nazionale e con impatto significativo sulla politica industriale nazionale, non risolvibili con risorse e strumenti di sola competenza regionale.

Questo accade quando le aree sono colpite: da una crisi di una o più imprese di grande o media dimensione con effetti sull’indotto; da una grave crisi di uno specifico settore industriale molto radicato e diffuso sul territorio.

Al momento le aree di crisi complessa sono distribuite in 12 regioni italiane. Nello specifico, come si legge sul sito del ministero dello Sviluppo economico, si tratta di: Trieste, Rieti, Frosinone, Savona, Val Vibrata – Valle del Tronto – Piceno (Marche-Abruzzo), Venafro-Campochiaro-Bojano (Molise), Taranto, Porto Torres e Portovesme (Sardegna). E ancora: Termini Imerese e Gela (Sicilia), Piombino e Livorno, Terni-Narni, Venezia – Porto Marghera.

Termini Imerese, 25 ott. – “Pugno duro contro gli evasori fiscali”. Lo assicura il sindaco di Termini Imerese, Francesco Giunta, al termine di un vertice con i rappresentanti di Riscossione Sicilia.

L’incontro e’ stato voluto dall’Amministrazione comunale che, dopo il suo insediamento, ha trovato, a causa dell’elevata percentuale di evasione registrata in questi ultimi anni, le casse del comune di Termini Imerese con i fondi ridotti all’osso ed in enorme sofferenza economica.

“Nel corso del vertice – si legge in una nota -, l’Amministrazione comunale, gli uffici e i rappresentanti di Riscossione Sicilia hanno individuato le soluzioni piu’ idonee al recupero coattivo della Tari e dell’Imu. Ed e’ stato deciso di adottare tutti gli strumenti idonei che la legge consente, compreso il prelievo coattivo sui conti correnti bancari e postali, il blocco dei beni mobili registrati (autoveicoli, motocicli), esecuzioni immobiliari. Nel corso del tavolo tecnico si e’ stabilito di affidare a Riscossione Sicilia anche i ruoli derivanti dalle multe elevate dalla Polizia Municipale in violazione alle norme del codice della strada”.

Il sindaco Giunta ha colto l’occasione per chiedere ai rappresentanti della societa’ di riscossione notizie in merito ai ruoli gia’ affidati, negli anni passati, all’agente (quantificabili in circa 10 milioni di euro) per i quali, ad oggi, non si conoscono gli esiti ai fini del recupero.

“Pur nella consapevolezza delle notevoli difficolta’ economiche che una larga fascia di popolazione vive – sottolinea il sindaco, Francesco Giunta -, non possiamo piu’ tollerare che una percentuale vicina al 50% dei nostri concittadini evada, ormai con abitualita’, il dovuto pagamento delle imposte comunali. Aspetto ancor piu’ grave – aggiunge il primo cittadino – che nel lungo elenco degli evasori abituali, vi siano soggetti con grande capacita’ contributiva e reddituale e che da anni, in baffo ai bisogni dei piu’ deboli, non fanno il proprio dovere. Da oggi pugno duro per gli evasori”.