Archivio per la categoria ‘la Rubrica degli Esperti’

 

di Elisa Martorana

Per tutto il mese di gennaio 2014 presso l’associazione culturale Bobez in via Isidoro la Lumia 22 a Palermo è possibile visitare la mostra THE POP BAROCCO GHOST di Beatrice Bea Filangeri. L’artista di nobile discendenza, presente alla 52° biennale di Venezia espone il suo personalissimo stile Pop Barocco. Il termine Barocco è utilizzato per indicare un movimento culturale del XVII secolo. Inizialmente il termine ha assunto un senso negativo e solo verso la fine dell’Ottocento è iniziata una rivalutazione del barocco grazie all’impressionismo al simbolismo, che evidenziava agganci con l’epoca barocca. Pochi sanno che il Barocco ha un’anima molto gioiosa, nonostante l’abbondanza e gli eccessi di origine classicheggiante che lo caratterizza, infatti, il termine nella Francia del XVII secolo “baroque”, significa “stravagante, bizzarro”. Esaltano al massimo tutte queste qualità le opere della nobile siciliana Beatrice Bea Filangeri, fondatrice del Pop Barocco. Da sensibile artista oltre che aristocratica trasfigura il periodo barocco tramite il pop. Nelle opere in mostra il pop, non è tanto una riproduzione degli artisti americani degli anni 60, ma una contaminazione della massa contemporanea. Nei manufatti sembra convivere in un gioco allegorico e irriverente il perfetto equilibrio nobiltà e massa, ed ecco che figure come il PRINCIPE DI MONFORTE prende forma da ghirigori multi-color e messaggi by street, zoccoli e figure classiche contornate da icone pop come le buste degli sms, esaltati dal comune magenta brillante, che acceca gli occhi abbracciando lo spettatore in un unico e profondo sguardo dissacratore e ammaliatore. “L’arte è un carnevale, è come entrare in un luna park” – dichiara l’autrice Beatrice Bea Filangeri. L’arte per essere tale deve essere figlia del proprio tempo, e queste opere, non solo sono figlie del tempo e del mondo della stessa artista ma sembra voler sussurrare a questi tempi difficili che si stanno consumando, che la vita va vissuta con gioia, al di sopra di ogni cosa, classe sociale ed età che sono solo dei blocchi mentali che non permettono la libertà interiore, proprio come in un luna park, tutti bambini eterni per vivere nella consapevolezza di essere anime gioiose che vivono e crescono insieme. Questa expo va visitata e vissuta per iniziare un nuovo anno all’insegna dell’arte, della cultura e della gioia collettiva, tutte doti e sensibilità esaltate al massimo nelle opere di Beatrice Bea Filangeri, una mostra da non perdere per chi vuole un mondo lucentemente esclusivo e sognate ma concreto e ammaliante.

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a cura di Antonino Arena -amministratore condiminiale

 

arena Dal 18 giugno 2013 è possibile chiedere, senza attendere il benestare dell’assemblea di condominio, il distacco dall’impianto di riscaldamento centralizzato. Restano tuttavia alcune limitazioni, che potranno ancora vietare il distacco e trasformazione in impianto autonomo. Si tratta del regolamento di condominio, di quello contrattuale e del regolamento edilizio comunale.  Puntualmente arriva il freddo, e con esso i problemi condominiali legati ad impianti di riscaldamento e caldaia centralizzati. Con il passare degli anni, i riscaldamenti centralizzati sono divenuti sempre più costosi, con aggravi di spese dai 1000 ai 1500 euro ad inverno per unità immobiliare. Numerose sono state negli anni le problematiche legate alla caldaia centralizzata, con richieste sempre più frequenti di distaccamento, da parte dei condòmini.  La nuova riforma, entrata in vigore il 18 Giugno 2013, affronta anche la questione relativa al distacco dall’impianto di riscaldamento centralizzato, d’ora in poi si legge:  “Il condomino può rinunciare all’utilizzo dell’impianto centralizzato di riscaldamento o di condizionamento, se dal suo distacco non derivano notevoli squilibri di funzionamento o aggravi di spesa per gli altri condomini”. In tal caso il rinunziante resta tenuto a concorrere al pagamento delle sole spese per la manutenzione straordinaria dell’impianto e per la sua conservazione e messa a norma”. In seguito alla riforma, non è più necessario quindi, dover attendere il benestare dell’assemblea condominiale per il distacco dall’impianto centralizzato, salvo alcune limitazioni che potranno ancora vietare il passaggio ad un impianto autonomo.  Il  regolamento di condominio potrà continuare a negare totalmente la possibilità di distaccarsi dall’impianto centralizzato. In questa eventualità, il distacco non potrà essere consentito anche nel caso in cui il condomino riesca a dimostrare che a seguito del distacco medesimo non si originerà nessuno squilibrio o aggravio di spese per gli altri condomini. Anche nel caso di regolamento contrattuale, non sarà possibile distaccarsi dalla caldaia centralizzata. Infine va verificato, ma non è il caso del Comune di Bagheria, che il Comune in cui è ubicato l’immobile non abbia stabilito sul proprio regolamento edilizio il divieto di distacco da impianto centralizzato.

 

 mery 2a cura della psicologa Maria Concetta Lo Coco

Era il lontano 1953 quando negli Stati Uniti il Dott. Levinson, un neuropsichiatra infantile, si accorse che i suoi piccoli pazienti beneficiavano della presenza, all’interno dell’ambulatorio , del suo cane. L’animale veniva considerato un oggetto transizionale ( un peluche, una copertina che per il bambino, secondo lo psicoanalista Winnicot, rappresenterebbe la sua unione con la madre) e da queste osservazioni cominciò a crescere l’interesse verso questo nuovo approccio che è la Pet Therapy.

Ma cosa s’intende per Pet Therapy?

E’ un termine che dalla traduzione inglese dovrebbe significare “Terapia con i cuccioli” e non rende in modo corretto la reale natura di questa tipologia di interventi. Attualmente è preferibile parlare di PAA ( Programmi Assistiti dall’Animale) il cui fulcro è l’interazione/ relazione uomo-animale. Queste attività possono essere proposte in svariati contesti: ospedali, case di cura, scuole, comunità terapeutiche, comunità per minori e devono essere affidate a persone esperte nella conduzione dell’animale.

I benefici che possono essere ottenuti durante un progetto di PAA sono vari e fra questi:

1)      La capacità di identificarsi con l’Altro, che in questo caso essendo un animale, non è percepito come giudicante. Il bambino o l’adulto istituzionalizzato avrà maggiore libertà di relazionarsi con un essere che non fa caso alla sua condizione e lo accetta per quello che è.

2)      La presenza di un animale può aiutare soggetti che hanno patologie psichiche o scarsa autostima, a decentrarsi cioè a spostare l’attenzione da stessi a qualcun altro che gli permetterà di aprirsi alla realtà esterna.

3)      Grazie alle attività che si svolgeranno con l’animale sarà possibile imparare nuove modalità di prendersi cura di un altro essere vivente e attraverso queste, acquisire la consapevolezza del proprio bisogno di essere accuditi.

4)      Alcuni studi hanno messo in evidenza come la presenza di animali in strutture di cura, favorisca il processo di socializzazione.

5)      Inoltre  la possibilità di contatto fisico con l’animale può aiutare quei pazienti che lo rifiutano con altri esseri umani, a causa di patologie come l’autismo, e l’abuso di tipo fisico e sessuale, ad uscire dall’isolamento e dall’atteggiamento di chiusura.

È bene specificare che gli animali non hanno il potere di guarire e durante i PAA devono sempre essere se stessi senza fare cose strane che non avrebbero senso alcuno ( esempio esercizi di agility). Sarà la loro presenza silenziosa che provocherà sensazioni nel paziente e grazie alla relazione che si instaurerà fra i due si potranno ricavare i benefici elencati sopra.

La relazione diventa veicolo di emozioni, sentimenti, disagi, paure, sofferenze che una volta proiettati sull’animale potranno essere affrontati  ed elaborati…

elisa

Approfondimento culturale e artistico a cura di Elisa Martorana, artista, photoreporter e grafic designer

 

Anche quest’anno torna il premio “Le Muse”. L’associazione culturale ” Le Muse” Laboratorio delle Arti e delle Lettere di Reggio Calabria, ormai da 10 anni premia personalità del mondo della cultura nazionale ed internazionale che si sono distinte nei diversi settori culturali. I premi MUSE 2014 vengono consegnati domenica 27 ottobre 2013, alle ore 18:30, presso il Cortine delle Muse. Tra le personalità di spicco è premiato Roberto Bilotti Ruggi d’Aragona, mecenate e filantropo, rappresentante di una delle storiche famiglie reali europee. Questo riconoscimento “Muse 2013/2014 – per la cultura, sarà consegnato  da Beatrice Feo Filangeri ARTISTA E CAPOSCUOLA DEL POP BAROCCO ITALIANO. L’importante riconoscimento riempie d’orgoglio tutto il mondo artistico culturale palermitano: infatti, Roberto Bilotti, rappresenta l’arte internazionale a Palermo, a tal punto da aver reso fruibile alla città più di 200 opere tra cui disegni di Damien Hirst, Giorgio De Chirico, Novelli. Da circa tre anni, ogni anno la sera del 14 luglio in onore di Santa Rosalia promuove mostre con circa 50 artisti: ricordiamo nel 2012 le mostre “Macerie”- Peste”, nel 2013 “La guarigione”, con presenze significative dell’arte contemporanea. Sostiene giovani talenti artistici con la cessione in comodato gratuito di spazi ad uso atelier; abitazione; esposizione. Nato a New York, residente rispettivamente a  Cosenza, Roma e Palermo. Dottore commercialista, fa parte del Comitato scientifico Museo Bilotti presso Arancera villa Borghese in Roma. Giudice del concorso mondiale biennale Unesco su Bioetica. Componente del Gruppo lavoro Commissione Ministeriale per l’arte contemporanea, è anche Socio onorario fondazione Sgarbi e Accademico cosentino. Promuove l’insediamento a Palermo, presso il palazzo Oneto di Sperlinga (in v. Bandiera), della Fondazione Mediterraneo, nata nel 2008, su iniziativa dei massimi promotori culturali come il Prof. Emmanuele Emanuele, con lo scopo di promuovere lo sviluppo economico sociale e culturale dei paesi del Mediterraneo. Roberto Bilotti Ruggi d’Aragona, ricevendo questo prestigioso premio “MUSE 2013/2014”, rende orgoglioso il mondo artistico siciliano, (cui umilmente per questa occasione mi proclamo rappresentante), ulteriore lustro per Palermo candidata a Capitale Europea della Cultura 2019, che ha la fortuna di avere tra i suoi migliori uomini d’arte Roberto Bilotti Ruggi D’Aragona, un apprezzato e affermato rappresentante artistico-culturale del nostro territorio, in Italia come all’estero.

Rubrica a cura della dottoressa Maria Concetta Lo Coco, specialista in Scienze e tecniche della psicologia dello sviluppo e dell’educazione

Come ogni anno a metà del mese di Settembre, comincia l’anno scolastico e mentre per molti allievi rappresenta una naturale prosecuzione del percorso didattico,   per alcuni si apre un nuovo ciclo di studi e per altri ancora sarà il primo approccio con l’istituzione “Scuola”. Il passaggio a situazioni nuove e sconosciute può generare ansia, specie nei bambini più piccoli, che spesso hanno instaurato un legame forte con la precedente maestra e quindi il distacco può generare anche tristezza. Il compito dei genitori sarà quello di rassicurare  e contenere questi stati d’animo che non vanno in alcun modo sminuiti o ignorati, ma discussi ed elaborati in uno scambio comunicativo che permetterà al bambino di affrontare al meglio la nuova esperienza che sta per iniziare. Questo gli permetterà di affrontare  serenamente la novità e di accettare la scuola in modo positivo, ricordando che all’interno di essa avvengono importantissimi processi sia di apprendimento che di socializzazione.

Il compito della scuola è quindi quello di accogliere e di rendere meno traumatica l’esperienza e di favorire lo sviluppo del pensiero critico, rispettando l’unicità di ogni allievo sia nei modi che nei tempi di apprendimento; solo così avverrà un vero cambiamento delle strutture cognitive guidate da una motivazione forte che spingerà gli studenti ad amare lo studio. Stimolare la curiosità e l’interesse, incoraggiando durante le difficoltà permetterà un aumento dell’auto-efficacia ( giudizio sulle proprie capacità e sul modo di affrontare i problemi) che è strettamente legata all’autostima (giudizio su se stessi), la quale è fondamentale per una crescita equilibrata e soddisfacente del Sé (struttura della personalità). L’incontro con il gruppo dei pari (compagni) è inoltre fondamentale nel processo di socializzazione ma anche di apprendimento in quando grazie alla collaborazione, che deve essere favorita dagli insegnanti, possono essere superate diverse difficoltà .

“Alcuni studi hanno dimostrato la possibilità che i bambini si forniscano reciprocamente un contribuito significativo allo sviluppo intellettuale” ( H. Rudolph Schaffer, 1998, “Lo sviluppo sociale” p. 381).

A livello sociale, l’incontro della Scuola con la Famiglia rappresenta il momento di ingresso nella società, la quale grazie ai continui scambi fra queste due istituzioni continua a rinnovare la sua esistenza attraverso la trasmissione delle regole. Da ciò si evince che  il primo giorno di scuola sia importantissimo e non rappresenti solo un giorno qualunque; da esso infatti dipenderà l’inizio di un percorso di sviluppo che porterà il bambino a crescere e diventare un adulto consapevole e in grado di affrontare la vita.

Il mio augurio va ai bambini e ragazzi ma, anche alle loro famiglie e agli insegnanti che stanno per cominciare questa avventura insieme.

Molti scrivono e parlano della destinazione delle risorse culturali della città: in gran parte si riferiscono e pensano ai beni monumentali (quelli già restaurati e con spese enormi ) e non si riesce però a pensare quasi nulla al di là de feste, matrimoni, sfilate e convegni. Non ho niente in contrario per carità a manifestazioni di tale sorta, anzi avvicinano la gente all’arte e ai beni culturali, ma queste cose non sono una visione ottimale  della fruizione e valorizzazione della cultura.
Alcuni criticano le spese che il Comune sostiene per Villa Cattolica e per il Museo Guttuso: sicuramente tutti dovremmo fare proposte e capire come migliorare lo squilibrio tra entrate e uscite, ma il valore di un bene culturale non può essere solo oggetto di contabilità!

Quanto ci sono costati i “polpi” che tolgono la “munnizza”? E con quali risultati?

Smettiamola di sparare su quelle poche cose che hanno tenuto la rotta di Bagheria verso la crescita culturale.

Migliorare si può e si deve ma, per dirla con il Manzoni, ” adelante , con juicio , Pedro”.
L’idea di una Casa del Cinema e dello Spettacolo è una possibilità inedita per il nostro territorio e potrebbe mettere in movimento una serie di cose che per ora sono buone e discretamente efficienti  ma quasi distanti…il Museo Guttuso , l’Università con il suo laboratorio multimediale, le ville restaurate pubbliche e private, i centri e le associazioni già presenti e attive,  le diffuse risorse umane del territorio, le scuole aspettano ancora un progetto articolato e coerente che faccia fiorire la fantasia e la voglia di fare…

Riflessioni di Domenico Aiello -Docente ed esperto di cinematografia